Cardiologia

La Cardiologia è quella branca della medicina interna che si occupa della diagnosi, della cura e della prevenzione delle malattie cardiovascolari. Al pari del cardiologo umano, il compito del cardiologo veterinario è quello di cercare di allungare la vita del paziente cardiopatico migliorandone al contempo la qualità. Noi crediamo che il divario ancora esistente tra i livelli raggiunti dalla cardiologia/cardiochirurgia umana e quella veterinaria, non escluda la possibilità di praticare un livello di cardiologia di tutto rispetto e sempre più  innovativo anche nel campo degli animali da compagna.

 

 Visita specialistica

La visita da parte del medico cardiologo  rappresenta ancora oggi, nonostante la disponibilità di metodiche di indagine strumentale sempre più sofisticate, una tappa determinante nella valutazione del paziente. Attraverso la visita, infatti, lo specialista ha la possibilità di valutare i sintomi lamentati dal paziente e di riscontrare con l’esame clinico eventuali segni di patologia che, in non pochi casi, consentono già di potere effettuare una diagnosi. Sulla balle della visita lo specialista è in grado di determinare il prosieguo più appropriato delle indagini strumentali, selezionando quelle più utili e convenienti al paziente, nonché l’efficacia ed eventualmente l’adeguamento della terapia.

E.C.G.

L’elettrocardiogramma rappresenta il più semplice accertamento diagnostico cardiologico. Nonostante la disponibilità di metodiche di indagine sempre più sofisticate, l’elettrocardiogramma continua ad essere un accertamento essenziale e preliminare ad indagini successive. Esso consiste nella registrazione dell’attività elettrica del cuore. Attraverso le modificazioni elettriche indotte dalle varie patologie cardiache, (primarie o secondarie) l’Ecg fornisce informazioni circa l’alterazione del ritmo cardiaco. È importante ricordare che l’elettrocardiogramma deve essere sempre interpretato alla luce dei disturbi clinici riferiti dal paziente e dall’esame clinico condotto dal medico, considerando infine che la normalità del tracciato elettrocardiografico non esclude la presenza di patologie del cuore.

E.C.G. Dinamico (Holter)

Consiste in un elettrocardiogramma che registra l’attività elettrica cardiaca per un periodo di 24 ore attraverso un registratore portatile applicato sul dorso del paziente. Al termine della registrazione il segnale viene decodificato da un computer che lo trasforma nel tracciato elettrocardiografico ed è, quindi, possibile visionare l’attività elettrica cardiaca durante la normale attività del paziente.  Per tutte le 24 ore della registrazione il proprietario non solo ha il compito di segnalare su un piccolo diario tutte le attività normali e non del paziente (minzione, defecazione, tosse,affaticamento etc), ma anche di far svolgere al paziente delle attività fisiche ben precise che fungono da veri e propri test da sforzo.

Ecocardiografia

L’ecocardiografia è una metodica diagnostica che utilizza alcuni tipi di onde sonore chiamate ultrasuoni, per la formazione di immagini delle strutture del cuore. Un esame ecocardiografico permette al cardiologo di studiare l’anatomia ma anche la funzionalità di tutte le diverse strutture cardiache: muscolo, camere cardiache, valvole, pareti, pericardio. Normalmente un esame ecocardiografico viene sempre corredato di uno studio doppler, una metodica che permette di studiare i flussi tra una camera cardiaca e l’altra e tra il cuore e i grossi vasi. Complessivamente, pertanto, l’esame ecocardiografico permette valutazioni sia di tipo morfologico (spessore delle pareti del cuore, dimensioni delle sue cavità, velocità dei flussi etc.. ) che funzionali (contrattilità, dinamiche valvolari etc..). Negli ultimi anni sta trovando molto impiego il Tissue Doppler Imaging (TDI).

Tissue Doppler Imaging (TDI)

E’ una nuova tecnica ecocardiografica che sfrutta lo stesso principio del Doppler per misurare la velocità dei segmenti del miocardio e di altre strutture cardiache. E’ adatto per la valutazione della funzione ventricolare. Attraverso l’analisi della contrattilità longitudinale della fibra miocardica  sensibile alla disfunzione ed all’ ischemia. Il TDI potrebbe quindi diventare un importante strumento nell’esame  ecocardiografico di routine. La tecnica consente di misurare in modo molto attendibile la funzionalità miocardica regionale ed ha un grande potenziale per la diagnosi di disfunzione diastolica ventricolare sinistra, superando la dipendenza dal carico delle tecniche convenzionali di Doppler. Può essere valutata anche la funzione del ventricolo destro, la pressione arteriosa polmonare ed intracardiaca e la dissincronia intraventricolare.

Strain e strain rate

Tra le tecniche ecocardiografiche di più recente introduzione sono da annoverare senz’altro, quelle di strain (S) e strain rate (SR) analysis che consentono di valutare accuratamente ed in modo quantitativo la funzionalità e la contrattilità del miocardio. L’ecocardiografia Doppler tradizionale ha grossi limiti nell’identificare precoci anomalie della funzione sistolica cardiaca. Le moderne tecniche ecocardiografiche di S/SR rappresentano, oggi, un valido ausilio per il clinico per la caratterizzazione della funzione sistolica longitudinale del cuore.

Radiologia toracica

 La radiologia toracica e’ un esame essenziale nella valutazione dell’apparato cardio-vascolare. Il polmone, grazie al suo contrasto naturale dovuto al fisiologico contenuto di aria, è da sempre uno degli organi più frequentemente studiati in campo radiologico.

Rappresenta, quindi, un esame di notevole ausilio per ottenere informazioni  fondamentali e per cogliere le alterazioni anatomiche che si verificano durante le diverse anomalie cardiache e, soprattutto, riconoscere e correlare i meccanismi compensatori e patologici dello scompenso cardiaco. Attraverso la radiologia toracica il clinico può:

  • Individuare e localizzare pattern polmonari patologici
  • Individuare ingrandimenti e/o variazioni dell’ombra cardiaca
  • valutare la presenza di scompenso cardiaco
  • Individuare se la sintomatologia può essere riferibile ad una patologia cardiovascolare o polmonare

TC  torace

 In cardiologia trova sicura indicazione per la valutazione di: masse cardiache, trombi,aneurismi ventricolari, ecc.

Negli ultimi anni, con l’intensificati degli studi di TC torace in pazienti affetti da patologie respiratorie e cardiache, questa metodica si è rivelata estremamente utile, in termini di quantità di informazioni diagnostiche che è in grado di fornire. La TC torace risulta particolarmente utile per la diagnosi di problemi cardiorespiratori nei cani di piccola taglia, rendendo l’approccio diagnostico a tosse, dispnea, ecc. molto più agevole. Noi crediamo che la TC torace troverà un impiego sempre più diffuso anche nei pazienti cardiopatici.

L’ecocardiogramma sostituisce l’elettrocardiogramma ?

 L’ecocardiogramma dal punto di vista tecnologico è un esame molto più sofisticato dell’elettrocardiogramma e quindi anche più costoso. La maggiore complessità, tuttavia, non è sinonimo di maggiore qualità. Infatti le due metodiche non vanno considerate in contrapposizione fra di loro, ma come modi complementari di esaminare il cuore: l’esame ecocardiografico valuta direttamente l’anatomia e la funzionalità delle varie componenti cardiache, mentre l’elettrocardiogramma esamina l’attività elettrica del cuore. Esistono ad esempio malattie cardiache, anche gravi, che non mostrano evidenti alterazioni ecocardiografiche  ma significative anomalie elettrocardiografiche. Inoltre la diagnosi delle aritmie cardiache, cioè dell’irregolarità dei battiti, viene fatta con l’elettrocardiogramma. Nella comune pratica clinica accade quasi sempre che l’ecocardiogramma venga eseguito come ultima metodica di indagine dopo una visita cardiologica, un elettrocardiogramma e delle radiografie toraciche.

 Un ecocardiogramma deve essere prescritto a tutti i cardiopatici ?

 L’ecocardiogramma è ormai diventato un esame sempre più richiesto perchè relativamente poco costoso, non invasivo, facilmente accessibile ed in grado di fornire numerose informazioni. La sua esecuzione deve avere una precisa collocazione nel percorso diagnostico di un paziente e deve, pertanto, seguire sempre alla visita cardiologica.